Il progetto Quattro Corti a San Pietroburgo e l’edificio Dolce&Gabbana in viale Piave scelti per la sezione “Un paesaggio Contemporaneo” al Padiglione Italia
INNESTI/GRAFTING è il titolo che Cino Zucchi – curatore del Padiglione Italia per la Biennale Architettura 2014 – ha scelto per sviluppare la direzione suggerita da Rem Koolhaas ai padiglioni nazionali: “Absorbing Modernity 1914/2014”.
Nell’ambito della sezione intitolata “Un Paesaggio Contemporaneo”, Zucchi ha selezionato due recenti lavori di Piuarch, entrambi significativi rispetto al tema generale degli innesti: architetture inserite nel contesto originario. Entrambi espressivi della capacità dello Studio di comprendere il contesto storico e culturale pregresso e proporre una visione del progetto al contempo moderna e armonica.
I due progetti di Piuarch selezionati da Zucchi sono: il Business Centre Quattro Corti a San Pietroburgo e l’edificio per uffici Dolce&Gabbana in viale Piave a Milano.
La selezione è motivo di soddisfazione da parte di Piuarch, e capita proprio nell’anno in cui lo Studio è stato insignito del premio Architetto Italiano da parte dell’Ordine Nazionale degli Architetti.
E’ la conferma del percorso di valore svolto nei 16 anni di attività dello Studio, che hanno avuto come costante proprio la capacità di comprendere e interpretare i contesti – storici, sociali, culturali, architettonici – nei quali gli architetti si sono trovati ad operare. Il risultato di questo “atteggiamento” non è uno stile univoco ma piuttosto la capacità di creare valore nell’originalità dei risultati.
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I due progetti selezionati:
Il Business Centre Quattro Corti – inaugurato nel 2010 come risultato di un concorso ad inviti – si trova nel nucleo storico della città di San Pietroburgo, molto vicino alla cattedrale di Sant’Isacco.
Il progetto prevedeva la realizzazione di un edificio moderno, mantenendo tuttavia le facciate storiche dei due edifici che occupavano in precedenza il sito. Essi sono stati uniti alla nuova edificazione grazie a una copertura in metallo che, con inclinazioni diverse, riconnette con una forma continua le diverse pendenze dei tetti. I materiali e la geometria di questa copertura s’integrano con naturalità nello skyline della città.
Nel volume definito tra questi limiti sono state scavate quattro corti per illuminare gli spazi interni, con funzione di luogo di incontro aperto a installazioni artistiche, mostre e altre attività pubbliche.
L’edificio ha una superficie di 23.500 mq distribuita in sei piani fuori terra, un ristorante panoramico, chiamato “Mansarda”, occupa l’ultimo piano. Dalla terrazza del ristorante si godono ampie viste sul centro della città, da un lato, e sulle corti vetrate del complesso, dall’altro.
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L’edificio per uffici Dolce&Gabbana realizzato nel 2012 in viale Piave a Milano.
La conformazione lunga e stretta del lotto di edificazione e la volumetria dell’edificio preesistente hanno portato ad una soluzione compositiva sviluppata in tre corpi di fabbrica paralleli. L’edificio prospiciente viale Piave e quello più arretrato hanno uno sviluppo di sette piani fuori terra. Il corpo centrale, collegato al resto della costruzione da un sistema di scale e passerelle, si sviluppa su tre piani e risulta sospeso su un corpo di collegamento tra i tre edifici, ortogonale rispetto a viale Piave e sviluppato su quattro piani fuori terra. Viene in questo modo a crearsi una grande e profonda corte interna, su cui si affacciano tutti i corpi edilizi.
La struttura articolata dell’edificio rispecchia le molteplici funzioni d’uso degli spazi, con uffici, aree di rappresentanza e aree di coordinamento collocati nei vari piani e con aree comuni e sale riunioni a piano terra, aperte verso la corte.
Il linguaggio utilizzato per il fronte su strada, che rimanda a trasparenza e leggerezza con l’uso del vetro e del metallo, si contrappone alla cifra più austera delle facciate interne.
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Un paesaggio contemporaneo
La sala dedicata a questo tema rappresenta, anche nelle sue modalità allestitive, un’interpretazione attuale del paesaggio italiano che, come diceva Gio Ponti, è fatto “metà da Dio e metà dagli architetti”. Nella grande penombra del salone esistente, grandi prismi di diversa forma e profilo sosterranno immagini retroilluminate di progetti contemporanei integrati in contesti diversi, che insieme danno vita ad uno scenario cangiante ed inatteso. Piuttosto che descrivere i progetti in mostra, l’allestimento compone nelle modalità di un grande collage la diversità delle condizioni urbane e di paesaggio del nostro paese, e le diverse risposte individuali al tema comune del rapporto tra l’occasionalità programmatica dei singoli interventi e la costruzione collettiva del territorio.
Innesti / Grafting
Padiglione Italia
14. Mostra Internazionale di Architettura
07/6 _ 23/11 _ 2014
la Biennale di Venezia
Tese delle Vergini, Arsenale
30122 Venezia, Italia